Detrazione fiscale per ristrutturazioni e acquisto di box pertinenziali passano dal 36% al 50%

Inserito il 20/09/2012

Fisco

Le detrazioni per ristrutturazioni salgono dal 36% al 50%


In questo periodo di massima emergenza economica, in cui i temi economici sono per lo più incentrati sulla spending review e sui tagli agli incentivi fiscali, arriva invece una notizia che rappresenta una boccata d’aria per i contribuenti.

Si dice da tempo che per dare una bella scossa all'economia in crisi, sarebbe necessario rilanciare l'edilizia, che ne rappresenta uno dei settori trainanti e probabilmente il Governo ha ritenuto valida questa ipotesi e ha deciso di puntare su questo rilancio, dal momento che il ministro Corrado Passera ha approntato un nuovo Decreto Sviluppo, recante Misure urgenti per la crescita, che prevede tra i suoi contenuti di portare dal 36% al 50% la quota di spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia che è possibile detrarre dall'Irpef.

La Legge di Stabilità 2015 (Legge n.190 del 23 Dicembre 2014)

Il Decreto Sviluppo non solo fa salire l'attuale 36% fino al 50%, ma aumenta anche la soglia dell'importo dei lavori detraibile dalle imposte, che sale invece dai 48.000 euro precedentemente previsti fino a 96.000 euro. Quindi il risparmio per il cittadino passa dai 17.280 euro di prima a 48 mila euro, in pratica triplicando lo sconto fiscale massimo ottenibile.

Attraverso l'agevolazione dedicata agli interventi di ristrutturazione edilizia, quindi, si mira a favorire il comparto delle costruzioni che rappresenta uno dei più produttivi per il Prodotto Interno Lordo del Paese.

Però, a fronte di agevolazioni che saranno senz'altro utili per i cittadini e le imprese, lo Stato si troverà comunque a fare i conti con una riduzione delle entrate.
Per questo motivo la detrazione è stataripartita in dieci rate e si tenterà di compensare il gettito inferiore con le entrate maggiori che ci saranno per quanto riguarda Iva, Irpef, Ires, Irap, a seguito dell'aumento degli interventi.

La detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie è stata introdotta con la legge 449 del 1997con l’intento, per il fisco, di far emergere almeno una quota di quel nero largamente diffuso in edilizia, ha fatto registrare nel periodo tra il 1998 e il 2006 un notevole incremento degli interventi edilizi, ed ancora oggi rappresenta un’agevolazione notevolmente apprezzata dai contribuenti.
In base a tale disposizione, la detrazione si applica:
Fino ad un ammontare complessivo non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare a carico dei contribuenti che possiedono o detengono l’immobile,
Per interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3, del dPR n. 380/2001, effettuati su unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze,
Per interventi necessari alla ricostruzione e al ripristino degli immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi,
Per interventi necessari alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune,
Per interventi finalizzati alla eliminazione delle BBAA, come ascensori e montacarichi ed ogni altro strumento di tecnologia avanzata adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione dei disabili,
Per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi,
Per interventi finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico,
Per interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, in particolare modo a quelli che impiegano fonti rinnovabili di energia, anche in assenza di opere edilizie, purché in presenza di idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa in vigore,
Per interventi con sistemi antisismici per la messa insicurezza statica del patrimonio edilizio, sempre in presenza di adeguata documentazione, previa progetti unitari e non su singole unità immobiliari
Per interventi di bonifica dall’amianto.

Attenzione, però. La normativa introdotta con il decreto legge 83/2012 resterà in vigore soltanto fino al 30 giugno 2013. Quindi, chi non si affretterà a completare le spese per i lavori, dopo quella data, potrà avvalersi soltanto del 36% di bonus, con un tetto di spesa che tornerà a 48.000 euro.
In pratica è probabile che se per tale data si è già superato il tetto dei 48.000 euro, non si potrà usufruire di ulteriori detrazioni per le spese ancora da compiere.


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